03.09.2008
Una "piccola buona notizia": così il New York Times ha commentato il rifiuto da parte di una ventina di governi di appoggiare la decisione dell'amministrazione Bush di esonerare l’India dalle norme globali disciplinanti il commercio di materiale nucleare. Il rifiuto dell'accordo è fortemente richiesto anche dalle campagne internazionali per il controllo degli armamenti in una lettera firmata da oltre 150 esperti e Ong di 24 Paesi inviata agli stati membri del 'Nuclear Suppliers Group' (NSG). "Un'opposizione che se resisterà alle pressioni del governo Bush, che non mancheranno di farsi sentire al meeting del NSG previsto per domani a Vienna, potrebbe far slittare tutta la faccenda alla prossima amministrazione Usa" - commenta Lisa Clark della Rete italiana Disarmo. L'India non ha mai firmato il Trattato di Non Proliferazione nucleare (TNP) e diversi altri trattati in materia nucleare.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Società civile] [Geopolitica] [Sicurezza] [Armi Nucleari] [Commercio] Foto: Il missile nucleare indiano Agni-II durante una parata militare a New Delhi
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03.09.2008
Si è conclusa nei giorni scorsi la 'Settimana internazionale della memoria', organizzata a Srebrenica dalla Fondazione Langer e da Tuzlanska Amica. Per il secondo anno successivo l'iniziativa, che avviene nell'ambito del progetto "Adopt Srebrenica" si è tenuta grazie anche al sostegno di diverse associazioni ed enti locali italiani e bosniaci e alla collaborazione della Cooperazione italiana in Bosnia Erzegovina e alla partecipazione Oneworld South East Europe. Come per la passata edizione, al centro del dibattito di queste giornate sono stati posti i temi della memoria, della giustizia e della trasformazione nonviolenta dei conflitti. Diversamente dall'anno scorso tuttavia, quando la partecipazione locale era stata molto limitata, quest'anno anche la città ha risposto, almeno in parte. Andrea Rossini
ContinuaTemi/paesi correlati: [Giovani] [Cooperazione internazionale] [Società civile] [Comunicazione] [Pace] Foto: Srebrenica - da Fondazione Langer
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02.09.2008
Una condanna risoluta al riconoscimento unilaterale russo dell’indipendenza di Ossezia del Sud ed Abkhazia e la sospensione di tutte le riunioni previste con la Russia, finché Mosca non applicherà integralmente il piano di pace proposto dall'Ue, ma lasciando aperta la porta del dialogo con Mosca. È il compromesso raggiunto ieri a Bruxelles dal vertice straordinario dei 27 paesi dell’Ue sulla crisi russo-georgiana. Nessun denuncia, invece, per l'impiego da parte della Russia di cluster bombs documentato da Human Rights Watch e anche dalla recente missione umanitaria di Libera. Intanto a Gori tutti i nuovi sfollati hanno raccontato all'Unhcr storie di intimidazioni e di percosse da parte dei miliziani nei villaggi della zona cuscinetto a nord di Gori.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Rifugiati] [Geopolitica] [Mine] [Conflitti] Foto: Relitto di bomba cluster RBK-250 sganciata da un aereo russo a Ruisi (Ossezia del Sud). Foto: ©AP/Sergei Grits - da HRW/CMC
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18.08.2008
Il 20% della spesa statunitense destinata dal 2003 alla guerra in Iraq è finita nelle tasche dei contractors, le aziende private sotto contratto col Pentagono e sarebbe costata ai contribuenti americani quasi 85 miliardi di dollari: lo rivela il rapporto pubblicato dal 'Congressional Budget Office', l'Ufficio per il bilancio del parlamento americano. Al momento la spesa militare totale Usa in Iraq è di 446 miliardi di dollari e le previsioni per il 2008 la faranno lievitare di oltre 100 miliardi di dollari. In Iraq ci sono 190mila contractors privati ben più dei 160mila soldati americani. Intanto il Pentagono ha informato il Congresso Usa del progetto di una commessa militare di oltre 9 miliardi di dollari per fornire equipaggiamento militare all'Iraq: si tratta di blindati leggeri, missili, elicotteri, mitragliatrici ed esplosivi.
ContinuaTemi/paesi correlati: [Governo] [Geopolitica] [Armi] [Conflitti] [Imprese] Foto: Le commesse Usa verso contractors privati (in miliardi di dollari)
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