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Tutti i temi: Diritti umani

aprile 2008

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Campagna PlayFair 2008
21.04.2008 Adidas, sponsor dei Giochi Olimpici di Pechino e di numerose squadre nazionali, ma anche Nike e New Balance sono le ditte denunciate dal rapporto della Play Fair Campaign 2008 (PF08) per "violazioni dei diritti dei lavoratori" del settore dell'abbigliamento sportivo. "In Cina i lavoratori incollano le scarpe sportive per meno di 2 dollari al giorno e cuciono palloni per 50 centesimi di dollaro l'uno" - rivela la Campagna che denuncia come le ditte spendano milioni di euro in sponsorizzazioni mentre i lavoratori sono sottoposti ad orari di lavoro massacranti e ricevono salari da fame. Al centro dell'inchiesta la ditta Yue Yuen produttore di Hong Kong che fabbrica 1/6 delle scarpe mondiali per oltre 30 multinazionali. La Campagna ha lanciato una petizione online per chiedere condizioni dignitose per i lavoratori che producono per le Olimpiadi.
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Temi/paesi correlati: [Lavoro] [Globalizzazione] [Imprese] [Commercio]
Foto: Campagna PlayFair 2008
Stop alla pena di morte - da Amnesty
15.04.2008 Nel 2007 sono state eseguite nel mondo più di 1250 condanne a morte e la maggior parte è avvenuta in cinque paesi: Cina (470 casi confermati), Iran (317 casi), Arabia Saudita (143 casi), Pakistan (135 casi) e Usa (42 casi). Lo rende noto un rapporto diffuso oggi da Amnesty International che sottolinea che le cifre "includono solo i casi dei quali Amnesty è a conoscenza mentre il dato reale potrebbe essere molto più alto". Sono molti, infatti, gli stati dove le esecuzioni avvengono in segreto e le autorità rifiutano di divulgare le informazioni sull’applicazione della pena capitale: tra gli altri vi sono Cina - che considera la pena di morte un "segreto di Stato" -, Singapore, Malesia, Mongolia e Vietnam. Nel 2007 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione per porre fine all’uso della pena di morte.
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Temi/paesi correlati: [Legislazione] [Giustizia e criminalità] [Attivismo] [Sicurezza]
Foto: Stop alla pena di morte - da Amnesty
Sfollati del Darfur
12.04.2008 Oggi, sabato 12 aprile, si svolgerà a Roma la manifestazione "Global Day for Darfur" a favore delle popolazioni martoriate della regione del Sudan. La giornata, promossa da 'Italians for Darfur' e 'Articolo 21' si tiene in Italia con un giorno di anticipo rispetto al resto del mondo a causa delle elezioni politiche. L'iniziativa intende stimolare la comunità internazionale ad agire per proteggere le popolazioni del Darfur e trovare una soluzione al dramma delle popolazioni: 26 mila caschi blu dell’Onu dovevano arrivare nella regione già nel dicembre scorso. Un rapporto di Human Right Watch denuncia la "pratica abituale" degli stupri da parte di soldati sudanesi e dei ribelli sulle bambine. Le violenze di cinque anni hanno provocato non meno di 200mila morti e due milioni e mezzo di sfollati.
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Temi/paesi correlati: [Rifugiati] [Società civile] [Nazioni Unite] [Conflitti]
Foto: Sfollati del Darfur
11.04.2008 La Tavola della Pace ha partecipato ieri al sit-in promosso dai radicali a Roma per chiedere alla Rai l’istituzione di una struttura dedicata a produrre format e informazione sulle violazioni dei diritti umani in tutto il mondo. "Questa richiesta è stata avanzata da tempo dalla Tavola della pace, dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace e i diritti umani e dagli organismi sindacali dei giornalisti" - ha affermato Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace. Da oltre un anno 1645 organizzazioni chiedono alla Rai il format sui diritti umani e nei giorni scorsi una nota di Palazzo Chigi ha chiesto alla Rai di garantire "il migliore esercizio del suo compito pubblico volto ad assicurare la più ampia informazione e conoscenza sulla situazione dei diritti umani nel mondo".
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Temi/paesi correlati: [Società civile] [Attivismo] [Informazione & Media] [Pace]
Logo di Amnesty International
09.04.2008 “Un impegno più forte per la tutela e la promozione dei diritti umani”: lo chiede la Sezione Italiana di Amnesty International con una lettera aperta inviata nei giorni scorsi ai candidati alle elezioni politiche. Una scelta che Amnesty chiede di attuare “all’interno dei confini nazionali e nella politica estera” attraverso l’introduzione di un reato specifico di tortura nel codice penale italiano, la ratifica del Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite e la fine della pratica delle espulsioni individuali o collettive verso paesi che applicano la tortura. Amnesty sollecita inoltre “passi urgenti anche in materia di asilo e di immigrazione” e chiede di non consentire esportazioni di armi verso paesi in cui potrebbero essere utilizzate per violare i diritti umani e il diritto umanitario.
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Temi/paesi correlati: [Migrazioni] [Legislazione] [Attivismo] [Armi] [Sicurezza]
Foto: Logo di Amnesty International
Afghanistan: soldato bacia la propria arma
03.04.2008 Più di tre milioni di euro di armi italiane esportate non si sa a chi in Afghanistan. Lo denuncia una nota congiunta della sezione italiana di Amnesty International e di Rete Disarmo inviata al presidente del Consiglio, Romano Prodi. Le due organizzazioni si dichiarano "allarmate" per il dato riguardante le esportazioni italiane di "armi, munizioni e loro parti ed accessori" all'Afghanistan che ammonterebbero a 3.189.346 euro per il quinquennio 2003/2007 e chiedono "maggiori dettagli sulla tipologia e sulla destinazione". "Due cose sono certe" - commenta Giorgio Beretta di Rete Disarmo. "Sono state tutte esportate da ditte della provincia di Roma e non si tratta di armi ad 'uso militare' in quanto l'Istat non riporta le esportazioni di questo tipo: ma non per questo sono meno letali". Amnesty e Rete Disarmo chiedono "se il governo italiano abbia valutato l’impatto di tali esportazioni sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan".
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Temi/paesi correlati: [Società civile] [Legislazione] [Armi] [Conflitti] [Commercio]
Foto: Afghanistan: soldato bacia la propria arma © United Nations' Integrated Regional Information Network

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