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sabato, 22 novembre, 2008

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Tutti i temi: Debito

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In fila per ricevere aiuti umanitari - da europa.eu
04.11.2008 Chiude la Fondazione della Conferenza episcopale 'Giustizia e Solidarietà' per la cancellazione del debito estero. Un grande convegno ne ha riconosciuto i meriti con 719 progetti realizzati in Guinea (sette milioni e mezzo di euro) e 394 progetti in Zambia (dieci milioni di euro). Bene. C’è però da chiedersi: ha avuto senso l’apertura della Fondazione? Non era forse meglio "fare sistema" con il più grande network transnazionale Jubilee 2000 alias Sdebitarsi per puntare tutti assieme alla "cancellazione del debito estero"? Non era forse questa la volontà di Giovanni Paolo II, già firmatario di Jubilee 2000? Ma per "far sistema" erano necessarie tre cose.: avere chiaro l’obiettivo, la cancellazione soprattutto dell’odioso debito estero; avere chiare le proprie possibilità di raggiungere o meno l’obiettivo; ed infine la volontà politica di "lavorare assieme". (Fabio Pipinato )
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Foto: In fila per ricevere aiuti umanitari - da europa.eu
30.10.2008 Circa 550 organizzazioni di 88 Paesi hanno sottoscritto una dichiarazione internazionale in cui si chiede una reale risposta globale all’attuale crisi finanziaria e la stesura di una serie di linee guida vincolanti per affrontarla. La dichiarazione è stata resa pubblica nei giorni scorsi in vista del meeting che gli Stati Uniti terranno a Washington insieme agli altri Paesi del G8 e del G20. Nel documento della società civile internazionale si chiede che qualsiasi summit internazionale che si occupi dell’attuale crisi debba seguire i seguenti principi: Coinvolgere tutti i governi del mondo; Ascoltare le istanze delle organizzazioni della società civile e dei movimenti sociali; Stabilire delle scadenze temporali per tenere delle consultazioni regionali con le realtà più colpite dalla crisi; Adoperarsi per affrontare tutte le questioni sul tavolo; Essere trasparenti, rendendo pubbliche tutte le bozze dei documenti su cui si discuterà nei vari incontri così da facilitare un dibattito sui loro contenuti.
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Il logo del convegno
29.10.2008 E' in corso a Roma il convegno "Debito, Giustizia e Solidarietà" promosso dalla 'Fondazione Giustizia e Solidarietà'. A dieci anni dal lancio della campagna ecclesiale per cancellare il debito dei paesi poveri, la Fondazione presenta le operazioni di conversione del debito in Zambia e in Guinea Conakry attraverso le voci dei testimoni diretti dei due paesi mentre l’opera di diffusione di una cultura di giustizia economica in Italia verrà illustratata attraverso il "Rapporto sul debito 2006-2008". "È stata una campagna di successo che ha centrato molti obiettivi in Italia e nel mondo anche se la via di uno sviluppo equo resta lunga" - afferma Riccardo Moro, direttore della Fondazione.
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Foto: Il logo del convegno
Stati Generali della Solidarietà e della Cooperazione
23.10.2008 "Un codice etico sulla cooperazione internazionale che coinvolga i diversi attori del settore e le Istituzioni e che rafforzi negli italiani quegli elementi culturali fondamentali per un maggiore impegno internazionale del nostro Paese". E' la proposta delle oltre cento organizzazioni radunate lo scorso fine settimana nel forum degli 'Stati generali della cooperazione'. Ribadendo il principio-guida della "responsabilità solidale", le associazioni chiedono alle istituzioni "coerenza delle politiche", l'annullamento di ogni forma di debito illegittimo, una sensibile riduzione delle spese militari e del commercio internazionale di armi e di favorire la partecipazione delle donne ai processi decisionali locali e internazionali.
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Foto: Stati Generali della Solidarietà e della Cooperazione
Il manifesto della serata
17.10.2008 Si è svolto ieri sera a Trento nell'ambito della World Social Agenda (WSA) l'incontro con Sabina Siniscalchi, della Fondazione Culturale di Banca Etica, sul tema "Ancora in tempo: gli Obiettivi del Millennio contro la povertà". "La Dichiarazione del Millennio prefigura un nuovo modello di sviluppo, in cui vi sono obiettivi condivisi da raggiungere" - ha esordito la Siniscalchi ricordando come "lo sviluppo sia un problema e un obiettivo globale e non più solo del Sud del Mondo". Da qui l'importanza dell'ottavo obiettivo, "creare una partnership globale per lo sviluppo" che la WSA indica come prioritario nel "conto alla rovescia" verso il 2015. Siniscalchi ha indicato i ritardi e le carenze - anche dell'Italia - ma ha sottolineato anche le "buone pratiche" messe in campo dalla società civile e dalle campagne internazionali per realizzare gli obiettivi.
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Foto: Il manifesto della serata
23.09.2008 Perché la World Bank non ha sconfitto la povertà
Luca Manes, Antonio Tricarico
Prefazione di Susan George

Altreconomia/Terre di mezzo, 2008, pp. 104, € 9,00

Il fallimento della Banca mondiale è sotto gli occhi di tutti: nonostante uno staff di 7mila persone e 4mila consulenti e un budget di 30 miliardi di dollari all’anno, le politiche della World Bank non sono riuscite a sconfiggere la povertà, l’obiettivo con cui l’istituzione era stata creata alla fine della Seconda guerra mondiale. "La Banca dei ricchi" è il libro che racconta questo fallimento, passando in rassegna numerosi progetti realizzati dalla World Bank. La “banca dei ricchi” è anche la “banca delle vittime” come scrive nella prefazione del libro Susan George, l’economista franco-americana che coordina il Transnational Institute di Amsterdam.
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16.09.2008 Due importanti rapporti sugli 'Obiettivi di Sviluppo del Millennio' sono stati presentati la scorsa settimana alle Nazioni Unite: il primo offre un bilancio della situazione attuale a metà strada del percorso fissato per il 2015, mentre il secondo fa il punto sulla 'Global partnership' mettendo in luce i "gravi ritardi" in alcuni settori tra cui quelli degli aiuti, del commercio, della riduzione del debito, dell'accesso ai farmaci essenziali e alle nuove tecnologie. Progressi e ritardi saranno oggetto del dibattito al summit dell'Onu il prossimo 25 settembre. Intanto la campagna internazionale annuncia nei giorni 17-19 ottobre il prossimo 'Stand Up and Take Action'. Oggi, 16 settembre la campagna italiana sarà ospite alla trasmissione "Fa' la cosa giusta'" del TG1 in onda alle ore 9 e domani terrà una conferenza stampa a Roma per presentare le priorità per l'Italia.
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da www.whiteband.org
05.09.2008 La 'Coalizione italiana contro la povertà', che dal 2005 raduna più di 60 associazioni e rappresentanti della società civile, in vista del G8 2009 ha chiesto al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, un incontro per discutere sui finanziamenti promessi dal governo nella lotta contro la povertà nel mondo. La Coalizione fa parte della Global Call to Action against Poverty (Gcap), un network di oltre 100 piattaforme nazionali impegnate nella lotta alla fame. "Di fronte ad appuntamenti di grande rilievo come il G8, si dovranno destinare nuove risorse per rettificare i tagli previsti e incrementare significativamente le disponibilità finanziarie" - sottolinea la campagna. Lo scorso giugno diverse associazioni hanno protestato per i tagli previsti dal decreto finanziario che "rischiano di far sparire entro tre anni la cooperazione allo sviluppo italiana".
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Foto: da www.whiteband.org
29.08.2008 Il network Jubilee USA, impegnato per la cancellazione del debito estero dei Paesi del Sud del mondo, in vista delle prossime elezioni presidenziali ha lanciato una campagna per chiedere ai candidati di "mettere al primo posto i temi della povertà e della giustizia globale". "Vogliamo raccogliere migliaia di sostenitori per mandare al prossimo presidente un messaggio chiaro: Cancella il debito, migliora e aumenta gli aiuti!". Intanto, attivisti delle campagne per la cancellazione del debito si stanno preparando per il Forum su 'Efficacia degli aiuti' che si tiene a Accra dal 2 al 4 settembre. E in Italia l'associazione 'A Sud' esprime sostegno al processo in corso in Ecuador di stabilire una 'Commissione Integrale sul Debito', processo che ha già trovato l'adesione di 300 organizzazioni di tutto il mondo.
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da: http://activism.ca/files
10.07.2008 "Dal Paese del Sol Levante non si è alzata nessuna nuova alba per il mondo". Il chiaro commento della Caritas al G8 appena conclusosi a Toyako riassume appieno le reazioni della società civile che ha bocciato il Vertice degli otto grandi con una sfilza di motivazioni. Solo tante belle parole: rinnovate le promesse non mantenute per gli aiuti ai paesi poveri, nessun piano concreto per gas serra ed energie alternative, nessuna vera discussione sulla crisi alimentare. Appuntamento al 2009, nell'isola della Maddalena in Sardegna, forse. Intanto ecco un’analisi dettagliata dei temi affrontati dai G8 con i commenti delle principali Ong e associazioni internazionali e italiane e le proposte del "Forum dei Popoli" dal Mali. (di Elvira Corona)
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Foto: da: http://activism.ca/files
Forum delle Ong a Sapporo
07.07.2008 In vista del Summit dei G8 che comincia oggi sul lago Toya in Hokkaido (Giappone), è iniziato nei giorni scorsi a Sapporo il 'controvertice' della società civile. Numerosi i temi al centro dell'attenzione: oltre al richiamo alle promesse fatte nei passati summit a favore degli obiettivi del Millennio, soprattutto le nuove sfide poste dai cambiamenti climatici e dall'aumento mondiale dei prezzi alimentari. "I Paesi membri del G8 sono chiaramente venuti meno alle loro responsabilità" - ha denunciato Akiyoshi Ishida, uno degli organizzatori della manifestazione che si è tenuta sabato scorso a Sapporo. La Coalizione italiana contro la Povertà (GCAP) riconosce un "segnale positivo" nel il Piano d’Azione che il Governo italiano dovrebbe presentare al vertice, ma "i tagli annunciati alla cooperazione mettono a serio rischio l’attività italiana per la lotta alla povertà".
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Foto: Forum delle Ong a Sapporo
Missione Oggi - Giugno 2008
04.06.2008 "Non ditemi, per amor di Dio, che il cibo costa caro a causa del biodiesel", ha esclamato davanti ai giornalisti il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva a Brasilia in occasione della XXX Conferenza regionale dell'Organizzazione dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao). "Il cibo è caro perché il mondo non è preparato a vedere milioni di cinesi, indiani, africani, brasiliani e latinoamericani mangiare bene" - ha continuato. "Vogliamo piuttosto discutere di questo con passione e raziocinio, e certamente non dal punto di vista europeo". Dopo le proteste in Brasile e in Europa contro i biocarburanti, il presidente del Brasile ha difeso la produzione di etanolo derivato dalla canna da zucchero - usato per il trasporto - negando che abbia contribuito alla scarsità del cibo e al carovita. Missione Oggi
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Foto: Missione Oggi - Giugno 2008
29.05.2008 Gli 'Stati generali della Solidarietà e Cooperazione internazionale' con una lettera al Ministro degli Esteri, Franco Frattini, chiedono che venga assegnata la delega anche per la cooperazione, che sia rilanciato il processo di riforma del settore e che l'Italia rispetti gli impegni presi in vista dei prossimi impegni internazionali. Gli Stati Generali chiedono inoltre "l’esclusione esplicita del finanziamento delle attività militari attraverso iniziative di cooperazione, l’eliminazione della pratica degli aiuti legati e la valorizzazione del ruolo della società civile italiana". E alla presentazione del rapporto annuale di ActionAid sul ruolo dell’Italia nella lotta alla povertà nel mondo, l'Ong ha sottolineato che servono subito 750 milioni di euro per rimettere l’Italia in regola in vista del G8 del 2009. Nei giorni scorsi un rapporto delle Ong della rete Concord ha dimostrato che l'Italia è la "zavorra d'Europa" per quanto riguarda l'Aiuto pubblico allo sviluppo.
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Una foto di Terra Futura
23.05.2008 “Costruire alleanze per un terra futura”: questo il filo rosso del convegno inaugurale della quinta edizione di Terra Futura 2008, la mostra convegno delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, aperta oggi alla Fortezza da Basso di Firenze fino a domenica 25 maggio. "È un’illusione credere di potersi mettere contro il mercato perché il mercato vince. Bisogna entrare dentro il mercato con strumenti nuovi, per “iniettare” nella logica mercantile quei valori e principi che vanno nella direzione desiderata" - ha affermato Stefano Zamagni. "È ormai chiaro a tutti, però, che la crescita economica non può continuare all’infinito. Le alleanze sono la soluzione e devono coinvolgere tutte le componenti della società" - ha sostenuto Susan George. Di fronte alla crisi della finanza globale e dell’attuale modello di sviluppo i numeri di finanza etica e non profit dimostrano già oggi che un’alternativa è possibile.
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Foto: Una foto di Terra Futura
16.04.2008 Una grande manifestazione planetaria per chiedere la cancellazione del debito dei paesi del Sud del mondo e per sensibilizzare la comunità internazionale sulla scarsità dei beni alimentari e sull’aumento del costo della vita che incide soprattutto sui paesi poveri. L'iniziativa, promossa dalla 'Jubilee Debt Campaign' denominata "Drop the debt Fast", è una "maratona del digiuno" che, partita sabato scorso dalla Liberia, toccherà 36 paesi strozzati dal debito prima di tagliare il traguardo il 18 maggio a Birmingham. I paesi del Sud del mondo sarebbero debitori per circa 100 milioni di dollari al giorno considerando solo gli interessi su prestiti internazionali. In Italia, tra i primi ad aderire all'iniziativa è stato padre Zanotelli che, unendosi al digiuno proposto dalla canpagna, ha lanciato dal sito di Nigrizia un appello.
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Campagna di Jubilee 2000 contro i 'vulture funds'
11.04.2008 "Ci sono dei fondi speculativi specializzati nel trarre vantaggi dalle miserie: hanno messo sotto tiro numerosi stati africani comprando i loro debiti da creditori pubblici e privati. Chi non paga finisce in tribunale e le sentenze danno ragione ai 'fondi avvoltoi'. Lo denuncia un editoriale di Nigrizia che cita i recenti casi accaduti al Congo-Brazzaville, allo Zambia e alla Repubblica democratica del Congo che è debitrice di 452,5 milioni di dollari a dei “fondi avvoltoi” tra cui uno, l’Elliott Associates L.P., del miliardario americano Paul Singer vicino a George Bush e finanziatore dell’ultima campagna presidenziale. Un rapporto della Banca mondiale segnala che sono in corso 46 contenziosi contro 11 paesi indebitati, di cui otto dell'Africa sub-sahariana, per un totale di più di 2 miliardi di dollari.
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Foto: Campagna di Jubilee 2000 contro i 'vulture funds'
Logo di una delle Giornate per la cooperazione italiana
08.04.2008 I fondi destinati alla cooperazione internazionale ammontano a circa 106 miliardi di dollari l’anno (pari allo 0,33 per cento del Prodotto interno lordo dei Paesi donatori), risorse disseminate in un ampio spettro di Paesi beneficiari, distribuite tra una miriade di agenzie di cooperazione e un’infinità di progetti. Una cifra insufficiente per combattere la povertà, affermano gli esperti. A ripeterlo sono le organizzazioni non governative che promuovono progetti di sviluppo nel Sud del mondo, i cui comunicati invitano spesso i Paesi donatori a rispettare l’impegno preso di destinare lo 0,7 per cento del loro Prodotto interno lordo all’aiuto allo sviluppo. Ma per far funzionare la cooperazione internazionale è sufficiente aumentare aiuti e risorse economiche? La buona cooperazione è (solo) una questione di soldi?
di Emanuela Citterio
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Foto: Logo di una delle Giornate per la cooperazione italiana
28.03.2008 Zambia has been forced to reallocate resources intended for poverty alleviation to pay a "vulture fund," a company that scammed the impoverished nation to make millions off its cancellation of a 1999 debt, writes an organization promoting African development.
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Fonte: Africa Action
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28.03.2008 Despite being the locomotive of the global economy, the Asia-Pacific region still faces enormous challenges like food, energy and water security. UNESCAP’s Economic and Social Survey of Asia and the Pacific 2008 reveals that by making agriculture both economically and socially viable, the region can achieve sustainable and inclusive growth.
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P. Sainath
25.03.2008 The government’s loan waivers for farmers are more of a populist stunt in the election year and less of seeking solutions to the current agrarian crisis, says journalist P.Sainath. The waivers fail to address moneylender debts and limit beneficiaries by a pre-determined two-hectare mark.
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Foto: P. Sainath
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